Zoccole

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Il Peccato (Die Sünde), Franz von Stuck

Volevo scrivere un post completamente diverso, facendo riferimenti culturali a iosa, partendo dall’ultima sfilata Autunno/Inverno di Christopher Kane, e planando magari sulla frustrazione repressa delle casalinghe degli anni Dieci del Duemila consunte da Twilight e Cinquanta Sfumature di Grigio ma poi ieri sera guardando uno show di satira in tv, Satiriasi, ho avuto un’illuminazione grazie ad un’affermazione della comica (sarebbe meglio dire Menade) Velia Lalli:

Per essere considerata zoccola da una donna, bisogna avere più cazzo di lei.

Questo è il tema del blog che andrete a leggere. Donne che non si vergognano di prendere l’iniziativa. Donne che si buttano nonostante il buio del precipizio. Donne che non hanno paura di usare termini che la società gli ha proibito di pronunciare come cazzo e fica. Donne che parlano liberamente di sesso, relazioni non convenzionali, pornografia, ipocrisie e falsità di costume.

Perchè siamo stufe di fare le perbeniste ad uso e consumo degli altri, di nascondere il nostro piacere come se fossimo delle puttane di mestiere (senza offesa per ragazze e signore che compiono questa onorata professione), di essere trattate male per quello che siamo.

Siamo donne Alpha, volenti o nolenti. Per reazione al sistema sociale opprimente e alla crisi del ruolo del maschio? Forse sì, forse no. Non ci serve una giustificazione.

Zoccole con le palle piene di determinazione.

E se ad una sola di queste frasi avete storto il naso di sdegno, vi invito ad andarvene finché siete in tempo.

A chi invece batte forte il cuore, consiglio di rimanere.

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