Stuzzicarsi: Lingerie

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Henrietta, Charlotte Raine Corsetry

La lingerie non è per sedurre gli uomini, è per abbracciare la propria femminilità. – Dita von Teese

 

La lingerie non ha molto a che fare con gli uomini. La apprezzano se siete voi ad apprezzarla per prime. Un reggicalze indossato senza convinzione è una strana imbracatura che ricorda la retina di un salame. Prima di infilarsi qualsiasi indumento intimo che esuli dal quotidiano, è necessario fare pratica.

Provate a mettervi davanti ad uno specchio con un reggiseno di pizzo nero e una mutandina carina non elaborata. Raddrizzate le spalle poco convinte. Come vi sentite? Vi piace l’immagine che vi rimanda l’oggetto? Non ci siamo? E’ importante che non ci sia una sensazione di goffaggine. L’eccitazione risale serpentina la vostra schiena? E’ la direzione giusta. La lingerie deve stimolare voi in primis, poi gli altri.

Corsetti, bustier, reggicalze, autoreggenti, perizoma, brasiliane, latex sono ben accetti solo se rispecchiano chi siete. Con l’avvento del Burlesque e di 50 Sfumature di Grigio, la scelta della biancheria intima si è quadruplicata ed è di sicuro aumentato l’interesse nelle meraviglie del boudoir a lungo precluso alle donne italiane da una società troppo pudica. Eppure avere l’intera “armatura” da letto non vi trasforma in bombe del sesso, anzi potete crollare a terra come un cavaliere medievale appesantito dall’eccessiva ferraglia.

Partite da ciò che vi sta a pennello. Un reggiseno che accoglie i seni come se fossero due fiori è preferibile ad uno che ha due scudi al posto delle coppe. L’industria della lingerie sta ancora combattendo con questo inconveniente della produzione di massa. E’ raro che un reggiseno si adatti al corpo come una seconda pelle. La bellezza di vivere nel nostro secolo è che viene dato ampio spazio all’iniziativa individuale. Joyfit è una startup che ha come fine quello di creare reggiseni su misura attraverso la stampa 3D. L’applicazione è per il momento in fase di raccolta fondi, ci dobbiamo ancora accontentare delle numerazioni 1A-1B e a seguire, ma la svolta è vicina.

Come toglierselo? Preferibile la chiusura davanti. Non sempre è sexy farselo slacciare, spesso finisce in un imbarazzante pasticcio che diminuisce leggermente la verve (e tante risate). Ganci facili, che non assomiglino a quelli del True Love Tester giapponese. Da attacco di panico.

N.B.: Includete le pasties (copricapezzoli) con nappine soltanto se avete intenzione di farle roteare in uno spettacolino. No colla. Si nastro adesivo. Depilatevi la corolla.

Stessa storia per i reggicalze. Se il vostro uomo non sa il fatto suo, lasciate perdere e staccate da sole i gancetti. Dita von Teese o Sophia Loren style, dipende dalla vostra indole. Potete andare senza reggicalze, però ricordatevi che avete sempre una gamba più magra dell’altra, a vostro rischio e pericolo.

I perizoma meglio infilarseli al massimo un’ora prima. Sapete perché.

Indossate solo ciò che vi rende elegante senza virtuosismi da puttanone russo. Il buon vecchio Dior diceva: “L’eleganza è dappertutto. In particolar modo in ciò che non si vede.”

Meglio se portate tutto ciò sotto una tuta. Aumenta l’effetto sorpresa.

 

 

p.s. Non prendetevi troppo sul serio come la sottoscritta quando scrive questi post.

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