I segreti de La Valigia Rossa di Simona

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Non è un mistero che in Italia i sexy shop non siano ambienti invitanti per le donne. Per evitare di essere scambiate per “maniache con l’impermeabile”, la maggior parte se ne tiene alla larga.

Ho scoperto, tuttavia, che nel nostro Paese è in voga la vendita porta a porta di sex toys e biancheria intima provocante. L’azienda che si avvale di uno stile unico sul mercato è La Valigia Rossa. Nata in Spagna nel 2005 da un’idea di Dina Hoernecke, La Maleta Roja, si è ramificata nelle nazioni di cultura latina, come Portogallo, Italia e Sud America. Il suo scopo è informare le donne e le coppie sui temi della sessualità e garantire il benessere sessuale tramite la vendita dei loro articoli.

E’ stata una grande sorpresa scoprire che una loro consulente, Simona Paoletti, era proprio di San Benedetto e sono corsa ad intervistarla.

Come hai conosciuto La Valigia Rossa?

Mi è stata segnalata da un’amica dopo aver lasciato un’occupazione che non mi entusiasmava. “Ho trovato un lavoro perfetto per te!”, mi disse, e mi fece leggere un articolo di Donna Moderna, in cui si annunciava l’arrivo in Italia de La Valigia Rossa. Un progetto che sposai più per l’obiettivo di rendere consapevoli le donne sulla loro sessualità che per la vendita di sex toys. Nella mia famiglia non si parlava di sesso e capivo l’importanza di informare le persone su questo argomento. Quindi mi sono buttata in questa avventura. All’epoca non esisteva ancora la sede italiana dell’azienda e ho preso un volo per Barcellona per fare il corso di formazione con un team di sessuologhe, psicologhe, esperte di marketing, per ottenere l’idoneità ad esercitare questo mestiere. Adesso invece le consulenti vengono formate a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, dove risiede La Valigia Rossa. Ho cominciato facendo riunioni con le richieste che venivano dal sito e dalla mia cerchia di amicizie. Siccome all’inizio eravamo poche, io coprivo tutto il Centro Italia. Avendo studiato a Bologna, è stato facile creare un network di donne interessate e curiose. E’ stato difficile invece farsi conoscere a San Benedetto e dintorni perché c’era diffidenza e pregiudizio nei confronti di un campo sconosciuto. Alla fine però grazie al passaparola l’atteggiamento è cambiato.

Come si organizza una riunione?

Sono contattata attraverso la sezione Marche del sito oppure tramite il passaparola mi contattano su Facebook e mi chiedono un appuntamento. Premetto sempre che c’è un costo consulenza da pagare e la somma è divisa tra le donne della riunione senza obbligo di acquistare. Organizziamo pure eventi con ristoratori locali per serate di promozione, adatte a tutti, durante le quali i termini usati sono sempre soft.

Quali sono i tabù sessuali che emergono spesso durante le riunioni?

Il primo tabù è il sesso anale. Spesso è collegato ad un altro tabù, quello di non conoscere il proprio apparato sessuale per poca cultura. Il secondo è sull’esistenza o meno del punto G. Il punto G è una zona di terminazioni nervose che partono dalla clitoride e arrivano nella vagina, più è stimolato più ci dà piacere. Ciò ci porta all’ultimo tabù, quello della masturbazione femminile, di cui non si parla soprattutto tra donne, condannata come pratica solitaria che invece aiuta a vivere bene grazie al rilascio di ossitocina, l’ormone delle coccole.

Quali sono i prodotti più richiesti?

La coppetta mestruale, un raccoglitore a forma di bicchierino composto da silicone medico che sostituisce il tampax. Permette di mantenere la flora batterica inalterata e si svuota ogni otto-dodici ore. E’ un’alternativa economica ed ecologica perché il suo funzionamento dura a lungo. Per esempio, a Venezia il comune l’ha resa obbligatoria per il problema dello smaltimento dei rifiuti. Il secondo prodotto sono le palline della Geisha che servono per la ginnastica pelvica passiva. Poi oli da massaggio e intimo sexy sono gli articoli più gettonati.

La particolarità de La Valigia Rossa rispetto alle sue concorrenti italiane e internazionali è l’importanza data all’educazione sessuale e la consulenza di medici specifici. Come viene stretto il contatto con le strutture sanitarie?

In genere sono gli istituti che, venuti a conoscenza della nostra azienda, ci contattano. Collaboriamo con ISC (Istituto Sessuologia Clinica), FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), AISM(Associazione Italiana Sclerosi Multipla), LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS), AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo). Nella provincia e fuori di essa mi chiamano studi fisioterapici e infermiere per affrontare determinate tematiche dei loro pazienti. I medici sono messi in contatto con il team di sessuologi de La Valigia Rossa per questioni di natura più strettamente scientifica che non competono le consulenti.

E’ preferibile che le riunioni siano tra amiche. E’ vero che le donne sono più a loro agio senza il partner, ma non sarebbe più costruttivo e divertente se ci fossero pure gli uomini?

Il progetto è nato per le donne perché sono la categoria presa di mira dalla cultura dominante. Però è vero che gli uomini sono figli di donne e spesso molti blocchi e tabù vengono riversati su di loro. Io sono quella che per prima li ha coinvolti nelle riunioni. In genere dopo la prima riunione con le donne, segue una con le coppie. Spesso all’interno di quest’ultime manca il dialogo, in particolare da parte della donna che è abituata a dare e a non chiedere. La riunione mista è molto utile ad entrambi i sessi.

La tua vita è cambiata da quando hai deciso di diventare una consulente?

E’ cambiata in bene perché quando riesci a parlare di certi argomenti con tutti e il riscontro è positivo, ti senti apprezzata. Non si fa questo lavoro per un guadagno economico ma per uno interiore.

Leggo dal sito de La Valigia Rossa che sei specializzata in coccole. Che cosa significa?

Noi consulenti veniamo sempre formate ogni anno su argomenti nuovi. Io ho frequentato il corso di tecnica dei massaggi per quanto riguarda coccole e carezze. E’ un massaggio per le coppie. Insegno le posizioni delle mani da assumere ad una ragazza che lo prova su un’amica per in seguito farlo al ragazzo tra le mura domestiche. Non posso praticarne di completi perché non sono una massaggiatrice qualificata. L’obiettivo è entrare in sintonia col partner. Ho fatto anche il corso di consulenza per donne affette da sclerosi multipla. Si tende sempre a pensare che la persona malata non abbia bisogno di sessualità, invece è il contrario. Attraverso questa si possono superare tante situazioni spiacevoli.

Un consiglio gratuito per tutte le donne che hanno problemi a vivere liberamente la propria sessualità?

Informatevi senza pregiudizi. La sessualità è un qualcosa di soggettivo e anche una crescita personale.

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