Afrodisiaci: il segreto sta nel condimento

Como Agua para Chocolate (1992)

 

Da brava ricercatrice incallita ho rispolverato il libro di Afrodita di Isabel Allende, ricco di nozioni, aneddoti, storie verosimili tipiche del realismo magico sudamericano. Le mandorle sono sensuali e per questo sono usate in saponette e lozioni per massaggi. Fragola e lampone ricordano i capezzoli. Mela, mela cotogna e melagrana simboleggiano Afrodite. L’imperatore Montezuma beveva la cioccolata in una soluzione afrodisiaca. Il miele stimola la produzione di ormoni sessuali per l’alto contenuto di vitamina B e C e di minerali del polline. La lista di afrodisiaci è innumerevole ed estenuante. Mi domando cosa possa succedere se un povero cuoco unisca insieme più di tre di questi ingredienti.
L’oggetto in sé serve a poco se non viene caricato di energia. È il principio base della magia e si potrebbe azzardare sia quasi scientifico.
Tita in Como Agua para Chocolate riceve un mazzo di rose da Pedro, il suo spasimante crudelmente promesso alla sorella. La passione racchiusa in quei fiori non può essere ignorata dalla sua anima culinaria che li racchiude in una ricetta dal sapore estatico: quaglie ai petali di rosa. “Tutto il suo essere si era sciolto nei petali e nelle quaglie e ogni aroma del pasto. Con questo penetrava nel corpo di Pedro: voluttuosa, ardentemente fragante e totalmente sensuale.” (dal film) L’amore e la passione infuse in una pietanza operano un incantesimo superiore ad un singolo ingrediente.

Peperoncino, cioccolata e alcool rendono predisposti anche gli spiriti avversi, però se non è già presente una connessione a nulla vale la fatica. I condimenti, essendo degli agenti leganti e insaporitori, sono il pizzico magico del piatto. Un trancio di salmone cotto nell’olio è diverso da uno sciolto nel burro. Un pollo speziato al curry o fatto cuocere nella farina è diverso da uno alla piastra servito con l’insalata. Il pane bruschettato con olio nuovo e sale è un piacere semplice assicurato. L’agrodolce e il dolce sono sapori che si spingono oltre il ventre.

Purtroppo il condimento non basta per la buona riuscita della classica cenetta a lume di candela. La convivialità non è sostenuta solo dal cibo. Una fervente conversazione stimola sinapsi e genitali (se siamo attratti dalla persona). Lo scambio di opinioni vivaci fa scattare più facilmente la sensualità che leccarsi un dito grondante di miele (questo discorso è da riservare ad un altro post).

Il miglior afrodisiaco è sempre la mente…tuttavia, questo non vi preserva da una bella accoppiata col figo di turno.

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