La depressione galoppante del film erotico

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Love (2015), Gaspar Noé

I film erotici non li ho mai tanto calcolati. Sarà perchè all’università iniziavo a vedere le prime serie tv americane, la metà delle quali era rigorosamente targata HBO (cliccate). Per chi ne fosse all’oscuro, è l’emittente storica di Sex&City. Da quando è finita, parecchia acqua è passata sotto i ponti e serie dal sesso estremo che sfociano nel gore e nello snuff sono emerse, ponendo in imbarazzo un Tinto Brass qualunque. Il mio immaginario è stato formato da True Blood e Game of Thrones, quindi la visione di un qualunque film del passato o del passato recente mi sembra un esercizio di stile manieristico. Un bel quadro che non mi comunica nulla.

Ho visto film vecchi e nuovi, e a parte rari casi come Emmanuelle (1974), il sapore generale era di noia e amarezza. Love di Gaspar Noé è stato “superpompato” l’anno scorso per le sue scene di sesso 3D, soprattutto il ménage à trois. L’intento sarebbe quello di dimostrare che anche un film è capace di ritrarre la sessualità sentimentale. Sì, quella perfetta. I protagonisti si comportano come dei consumati pornoattori. Sono belli, interessanti e hanno dei corpi desiderabili. Un’altra caratteristica fastidiosa presente nella maggioranza dei film erotici: fisici splendidi. L’unica differenza con un porno mainstream è il fatto che la donna o l’uomo potrebbero non avere le parti intime interamente depilate.

Si rimpiange l’imperfezione, il vedo/non vedo e uno straccio di trama, che non sia trita e ritrita. La mente riporta per forza a GIRLS (HBO) e il suo sesso impacciato, confuso, ridicolo con personaggi difettosi e normali. Leggendaria la scena in cui Adam “sbaglia” a penetrare Hannah stile doggy, la quale gli spiega che il sesso anale non le piace e il ragazzo la asseconda rassicurandola: “Facciamo il gioco tranquillo.” Marnie sul divano con Elijah, bisex, che nell’esplorare la sua parte etero fallisce a mantenere l’erezione nel rapporto in corso e tutto finisce in un silenzio imbarazzante. Shoshanna che si fa “mangiare la vagina”, espressione inglese per “leccatina/leccata” pur non essendo mai stata con un uomo e lo confessa al tipo sotto di lei qualche minuto dopo. Scene che pongono a disagio: dissacranti, divertenti, brutte. E’ la realtà che non eccita.

Anche due statue greche che si esibiscono nei più disparati virtuosismi non eccitano. Inoltre ormai le pellicole odierne, essendo in competizione con le serie tv sempre al passo con i gusti del pubblico, hanno i loro sfoghi erotici così da far apparire vuoto e deprimente quelle prettamente destinate allo scopo. I generi si fondono insieme in una distinzione non più netta.

E se vogliamo trovare un residuo di stimolo sessuale? Guardiamo i porno girati da donne, che si adattano sia alle fantasie femminili che a quelle maschili. Il sito We Love Good Sex, gestito da Lucie Blush, regista del settore, è una buona guida all’industria in rosa. Il motivo per cui sono da preferire all’erotico? Perchè non pretendono di avere una trama, non sono tristi, non finiscono male. E sono tutti felici.

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