La meraviglia del pene

 

david-michelangelo 

David, Michelangelo

 

“L’uomo sbaglia nel vergognarsi a menzionare e a mostrare il pene, coprendolo e nascondendolo sempre. Al contrario, dovrebbe abbellirlo e mostrarlo con l’appropriata solennità come se fosse un emissario.” – Leonardo da Vinci, The Phallus: Sacred Symbol of Male Creative Power, Alain Daniélou

Il pene e la vagina sono le parti del corpo meno esaltate e guardate male in generale. Passiamo la metà della nostra vita a coprire le nostre parti intime con l’ossessione del giudizio degli altri. Le schifiamo, le detestiamo e le apprezziamo solo in certi momenti. Le osserviamo con una certa ansia davanti allo specchio. Col pelo, senza pelo, grandi, piccole, difetti. Il pregio sarebbe non averle. Finchè non ne scopriamo la funzione e siamo disposti a stringere un patto col diavolo con la nostra mente. Il susseguirsi di performance e  apprezzamenti ci aumentano l’autostima permettendoci di dimenticare la nostra idea iniziale.

I maschi fanno più fatica ad accettare l’aspetto del loro apparato proprio perchè esterno e ben visibile ai loro occhi. Un mio amico di trentanni afferma tuttora che il pene nel suo complesso non gli sembra un disegno della natura. Una mia amica concorda a ruota, dicendo che non le pare in armonia col corpo, a differenza della vagina. In realtà è come se fossero delle clitoridi molto sviluppate, dato che condividono le stesse terminazioni nervose. Purtroppo o per fortuna, l’estetica delle cose in natura è legata alla loro funzione. E a Madre Natura piace creare elementi funzionali con un pizzico di creatività. Ci sono peni simili ma non l’uno uguale all’altro. E’ per questo che discussioni varie su curva a destra e sinistra, dimensioni, forma lasciano il tempo che trovano. Siete ancora ossessionati dalla lunghezza? Per la taglia piccola rispondete come un antico greco: “E’ segno di nobiltà ed eleganza.” Per la taglia grande come un samurai dell’epoca Edo: ” E’ regale e virile.”

Il pene in erezione mette d’accordo tutti. Bello e potente, fa scordare ad una donna il suo aspetto precedente. Si adatta ad ogni vagina, basta saperlo usare nella maniera dolce e corretta.

Il pene a riposo suscita tenerezza, simpatia e desiderio di stimolarlo. A volte è necessario che l’uomo accompagni la mano scettica della donna che deve vincere le paure ancestrali inculcate al nostro sesso. Aprire gli occhi ed esplorare l’apparato maschile accarezzandolo può essere un ottimo modo per abbattere ritrosia e disgusto latenti. Il livello avanzato è riconoscere la presenza di testicoli e ano.

Poche donne ammettono apertamente di amarlo (in primis, quando ne parlano tra di loro definendolo spesso “coso”). Questa riluttanza è dettata dai soliti gradi di inibizione che frenano la nostra coscienza. Ad alcune, invece, non piace sul serio se non si sentono legate da un sentimento importante.

Uomini o donne, si finisce con l’innamorarsene o con l’accettarlo col passare degli anni. Così da arrivare un giorno a ostentare con sicurezza: “Mi piace molto. Ha una forma perfetta. Questo lo posso dire perché recensito più volte in modo molto positivo. Le dimensioni sono assolutamente normali ma il glande è da museo. Perciò, lo definisco ‘greco’.”

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