Vangelo Apocrifo delle Donne: l’ansia pre e post sesso

Mary Magdalene nella Caverna di Hugues Merle (1868)

L’ansia da prestazione femminile è il vangelo apocrifo di Maria Maddalena dei tabù legati all’intimità. Come al solito, si discute profusamente di quella maschile senza chiedersi se le donne soffrano dello stesso identico problema. Come per masturbazione e mestruazioni, tra di noi tacciamo sulla nostra performance a letto descrivendo soltanto quella di lui. Nei racconti non chiediamo mai alle nostre amiche: “Sei venuta?” –  è sempre la parte meno interessante che in genere diamo per scontato o pensiamo se non diversamente specificato “sono cose private”. Che liberazione invece sarebbe confidare: “E’ stato piacevole ma non mi ha fatta venire.” Domanda: “Perchè?” Risposta: “E’ stato troppo veloce/insistente/assente e un po’ non mi sentivo a mio agio, mi è salita l’ansia e mi sono bloccata.”

E no. Non è bello. Questa è tutta la verità e non c’è nulla di sexy o divertente. A noi capita più spesso di quanto si creda. Uno dei motivi è l’incuria di entrambi i partner. Lui che si atteggia a prestante porno divo facendovi cambiare continuamente posizione senza che voi l’assaporiate almeno per uno o due minuti, e lei che cade in scena muta al motto mentale di “sarà più esperto lui”. Sbagliato, le più esperte del nostro corpo siamo noi. E purtroppo non è affatto strano che dati medici confermino che il genere femminile ottiene orgasmi più frequenti con l’automasturbazione.

Spesso l’ansia deriva da false credenze interiori che scaturiscono dalle cause più disparate: estetica, inadeguatezza, timidezza, paura (anche post-trauma). La sintonia sessuale, mentale o emotiva sono importanti. L’errore sta nel tenerselo per sè, considerandolo un problema personale. Quando si fa l’amore si è in due. Dare i segnali corretti porta direttamente verso la meta. Non mugoliamo come cagne in calore scimmiottando un film hard se sentiamo appena del solletico nelle parti intime. Indirizziamo l’uomo con direttive precise. Non ci crucciamo se non raggiungiamo l’orgasmo.”Oddio, non sono venuta, non mi vuole più.” Nulla lo impensierisce di meno, a meno che l’agitazione per questo non ci si legga in faccia.

E non pensiamo.

Lo so, è  difficile. Sia nel caso l’uomo chiacchieri molto a letto, sia non parli per nulla. Nel secondo l’ansia è accresciuta, soprattutto quando si tratta di prime volte con persone all’inizio sconosciute. L’uomo per “tradizione” non è abituato a commentare diffusamente post performance. Ci è insegnato, in particolar modo da riviste femminili e maschili sceme, che “commentare dopo non è sexy”. Strafreghiamocene. Se c’è un dubbio che ci attanaglia, esterniamolo. Scriviamo un bestiario medievale per tipologia. Non sopportiamo ci morda la lingua/le labbra/il collo mentre lo baciamo? Ci dà fastidio il domandone sessuale durante il rapporto? Ci blocchiamo se lui insiste nel farci venire? Le nostre labbra vaginali ci repellono? Facciamo finta di provare piacere? Diciamoglielo. Comunichiamo. Non lasciamolo da solo nel suo orgasmo.

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